Perché disputare su ciò che saremo, quando non sappiamo neppure che siamo?
Kahlil Gibran ( Il folle)
Oltre…
Immagini senza tempo si accavallano nella sua mente malata.
Guarda con insistenza le mani, le tocca , le intreccia, le pizzica.
-Non siete le mie mani, rivoglio le mie mani.
Parole insensate l’avvolgono.
Il suo sguardo si perde nel vuoto come se fosse oltre la realtà.
Apre la finestra, allarga le braccia al vento e vola.
Guarda le sue mani. Ora sorride.
S’ha da aspetta’ , Ama’. Ha da passa’ ‘a nuttata
Eduardo De Filippo (Napoli milionaria)
L’ombra
Non riesce a stare nel letto, le luci notturne della corsia sono enormi fari nella notte.
Si gira, si aggiusta il cuscino, si siede sul letto. Le musiche del suo mp3 non riescono a placare la sua ansia. Scende e con passo felpato va alla finestra.
Nel cortile vede un’ombra, sembra guardare verso di lei.
Riconosce colui che non la lascerà mai.
L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.
Leonardo Da Vinci ( Scritti letterari)
Il tempo per essere
Ha vissuto rincorrendo fantasmi del passato.
Ha guardato sempre alle sue spalle senza rendersi conto dove i suoi passi andavano apatici e senza padrone.
Ha sognato tempi migliori, amori immensi, fortune lontane, paradisi impossibili.
Nelle sue mani solo sabbia. Sabbia del deserto del suo essere in cerca di un tempo per l’anima, che non c’è.
Il presente è il tempo per essere.
La sigaretta è il tipo perfetto di un piacere perfetto. E’ squisita e lascia insoddisfatti. Che cosa si può volere di più?
Oscar Wilde (Il ritratto di Dorian Gray)
Dolci ammaliatrici di morte
L’hanno distrutta, le hanno tolto l’aria, la libertà , per loro ha rischiato la vita.
Le guarda: candide e diaboliche al tempo stesso.
Una scatolina di sottile cartone, scrigno di morte .
Apre il pacchetto gesto usuale, toglie la carta argentata, le guarda, ne sfila una lentamente.
Dischiude le labbra…
Afferra il pacchetto e sbriciola la morte tra le sue mani.
Respira!
Le donne sono le peggiori nemiche di se stesse. E i sensi di colpa sono il principale strumento della tortura che si autoinfliggono.
Erica Jong (Paura di volare)
Un attimo di felicità
Ha subito tutto da lui: umiliazione, violenza, soprusi.
Gli è rimasta fedele sempre nella buona e nella cattiva sorte.
Ogni suo volere era un ordine da eseguire, altrimenti, le sue grida iniziavano a infilarsi nel cervello violentando ogni sua cellula ancora libera di pensare.
Eppure ci deve essere un attimo di felicità per lei!
Un solo attimo da custodire per la vita.
So che ci sei
Piove, la malinconia tinge di grigio i suoi giorni tutti uguali .
Si sente come la vecchietta che divide i suoi giorni tra le mura della chiesa e il ricordare i tempi andati davanti all’uscio di casa con le vicine.
Sta lì in bilico tra quel passato inglorioso e l’incertezza dei giorni a divenire.
Grigio senza colore lo è anche il suo cuore stanco di donarle vita.
Sprofonda nei meandri dei ricordi.
Nel silenzio della sua solitudine una voce la chiama, destandola dal torpore della morte, grida:
- Papà! Non te ne andare. Dammi la mano!
Risponde, solo il silenzio.
La mamma della sposa
Gli sposi stanno uscendo dalla chiesa .
Tutti sono pronti a lanciare in aria al loro passaggio: petali di rosa, confetti e tanto riso per augurare prosperità.
Guarda i sorrisi, ma non sente le voci, lo schiamazzo della festa. Tutto è come un film muto.
Anche lei stringe nel pugno quella manciata di riso bianco, li sente premere su ogni centimetro della pelle come aghi.
Eccoli ! Deve lanciarlo anche lei, alza il pugno al cielo e scaglia quella manciata di riso.
Mentre dentro al suo cuore prega:
- Per ogni chicco un giorno di felicità piccola mia!
- Mamma!

"Parigi è una bella città. Perchè non cominci qui a vivere la tua vita?" Ernest Hemingway

Vagabondo vado con la chitarra per le vie del mondo.
Cammino tra la gente guardando le anime di chi mi sfiora frettolosamente nel suo andare.
Parigi è magica, città dell’amore. Ho sempre sognato di vivere qui .
Forse è tempo di fermarmi in questa città illuminata, per vivere la mia vita.
Non più fughe in nome della libertà, ma libertà di vivere.
"Nella sala da pranzo umida, con la carta scollata ai piedi delle pareti, una terrina e tre scodelle malinconiche aspettavano sulla tavola senza tovaglia" Guy de Maupassant

Due grandi occhi neri guardano con un misto tra rassegnazione e dolore.
L’odore acre mi soffoca puntandomi un dito di disprezzo.
Come posso lamentarmi del mio vivere se questi occhi non hanno più lacrime da versare.
Non ho il coraggio di allungare la mano per accarezzare quel viso mascherato
all’indifferenza della normalità.
Mi spoglio dei buoni propositi, ora ascolto il mio cuore.
A te mamma
Mamma ti ho mai detto : -Ti voglio bene ?
Quante parole restano nei meandri della mente
una carezza a quei capelli ormai grigi,
un bacio sui segni del tempo.
Mi hai donato la tua creatività, il tuo sorriso ,
la dolcezza e la forza per andare avanti.
La mia Mammina, grazie per quello che mi hai dato
l’amore giorno dopo giorno.
Mille ricordi nella mente
si affollano per poi srotolarsi
in un prima e un poi …
La tua mano mi stringe con dolcezza
alzo gli occhi e il tuo sorriso mi illumina.
Serena cammino tra te e papà,
ricordo di un tempo felice,
quando bambina il mondo
non mi faceva paura .
Auguri mamma lascio qui
parole che difficilmente direi
Mamma ti voglio bene …

"Guarda la pioggia sulla via/ pianto di pietra e di vetro./ Guarda nel vento svanito/ l'ombra e la cenere del tuo mare." Garcia Lorca

La pioggia scende, quasi a farle compagnia con la sua nenia. Guarda al di là dei vetri, vorrebbe avere la tavolozza dei colori per colorare il cielo con un po’ di azzurro, un disco giallo con due occhietti allegri e furbetti, due nuvolette candide e mille farfalle colorate. Basta poco per trovare la felicità e scacciare i nuvoloni che oscurano il cuore.
"La solitudine è una tempesta silenziosa che spezza tutti i nostri rami secchi;/ e intanto spinge più in profondità le nostre radici vive dentro il cuore vivo della viva terra" Gibran

Il buio della solitudine ha ingoiato la mia anima portando nell’abisso il mio senno; ha prosciugato le lacrime; ha aperto gli armadi mettendomi davanti scheletri dimenticati. Eccomi svuotata, senza meta davanti a questa montagna da scalare. Gli abissi li conosco, ora devo andare verso il cielo e lo farò solo se metterò ai piedi la forza del mio cuore nella ricerca dell’amore.
La mia montagna
Ai tuoi piedi
sono alla ricerca di me .
Passo dopo passo salgo verso
le tue magiche vette.
Le mie mani affondano nella dura roccia
con la rabbia di chi deve lottare,
trofeo la stessa sua vita.
Maestosa sei ai miei occhi velati .
Il cielo ti adorna di splendidi diamanti
e la luna ti veste con il suo sorriso argentato.
Devo salire lassù dove
la grande aquila è regina del tuo cielo.
Il tempo non ha senso qui,
la fatica mi spezza le membra,
ma non piega il mio sogno.
Devo!Voglio!
Voglio arrivare da te dove l’aria rarefatta
mi opprimerà il respiro.
Ancora un altro passo,
un altro sforzo e sarò in cima…
Eccolo! Il primo raggio di sole
illumina il mio cuore,
apro le braccia al vento e l’eco
porta lontano il mio pianto di gioia
Ho vinto! La vita…

Antologica Team
annuncia la disponibilità in libreria
del primo libro che vede riuniti noi autori
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( ISBN: 978-1-4092-0415-2 )
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Io e te cuore mio

Basta oggi si gira pagina !
Soli io e te
immersi nella nostra musica .
Una passo dopo l’altro
alla ricerca della salvezza.
Intorno a noi
olivi secolari
quasi a proteggere
il nostro cammino.
Odori mediterranei
riempiono l’anima,
mentre gli occhi si immergono
nei colori della primavera.
Chiazze rosse qua e là,
strisce gialle e mille puntini azzurri,
sembrano gocce
cadute dal cielo.
Rondini volano libere.
Ecco siamo quasi arrivati
alla meta.
Vecchio casolare
dove sono rimaste intrappolate
anime erranti
per un fato avverso.
Una rondine prende il suo volo
dall’erba alta viene verso di me
per poi innalzarsi verso il cielo,
quasi un saluto al nostro risveglio.
Colpo batto a quei ruderi
e giro i tacchi verso la strada del ritorno.
Piango sotto gli occhiali neri,
lacrime di gioia
sono viva e tu con me cuore mio.
Il vento mi bacia
il sole mi accarezza
e tu batti il tempo della mia vita.
Tonina Perrone ©
Al mio Al

Povero piccolo stava sempre in un angolo, dove la vita lo aveva relegato, una sedia.
Due occhi azzurri, mare e cielo che brillavano in quel corpo informe.
La tetraparesi spastica è una croce dura da portare.
Alessandro quella croce la portava con il sorriso. Il suo sorriso era speciale… ci vorrebbe una parola unica per descriverlo, ecco:era adamàntino.
Noi non ci preoccupavamo se, mentre rideva, ai lati della bocca la saliva colava; asciugare quei due petali di rosa ci avrebbe regalato un adamantino in più.
Il suo dolcissimo sorriso ancora oggi mi viene a fare compagnia, donandomi serenità.
Ciao Tesoro.
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p.s. questo che ho scritto è realtà non è fantasia.
Alessandro è un angelo incontrato nel '92 che non dimenticherò mai!
Ho il vizio di accorciare i nomi ai miei alunni e il suo lo avevo ridotto ad AL.
SSSSS…Ora solo silenzio

Tutto ha un tempo .
Ora è tempo di fermarsi stare ad ascoltare il silenzio infinito.
Non note a cullare questo cuore che grida.
Non occhi a carpire i colori e gioire dell’estasi di Madre Natura.
Buio, solo il buio dell’essere.
Le mani sono gelide sanno di morte, effetto di questa solitudine senza testa ne coda.
-Io sono !
- Chi sono ?
- A Te faccio tali domande. Ti cerco negli occhi di chi amo, in smorfie di dolore di chi
sconosciuto mi sfiora nel mio andare.
Lo sconcerto Tu lo vedi, tendimi
Sono stanca, dentro le forze lasciano il passo al sonno, all’oblio.
Il dado è tratto, forse è tempo che raggiunga Te, quale disegno sei riuscito a creare con i
fili dell’infinito per me?
Entro in meandri immensi, Ti cerco, solo il silenzio mi risponde.
Oh solitudine sei padrona del tempo che mi resta .
Bianchi fogli faccio volare come aereoplanini verso il cielo azzurro e il vento li porta verso
le nuvole come gabbiani, sono solo parole, tante parole dettate da questo cuore senza far
rumore.
E resto qui sola a sognare un tempo senza tempo, un sogno che si perduto tra le stelle
rincorrendo Te.
Mi perdo nel mio filosofare spicciolo di donna qualunque senza pretese con i suoi mille
perché, restando in un angolo di mondo che forse… non c’è.
Resto nel silenzio sperando di ascoltare Te.
"La parola, così come la vita/disfa e ritesse la sua stanca storia " Jorge Luis Borges
Parole…

Parole solo parole, lente gocce del divenire si palesano davanti ad occhi increduli.
Parole cambiano una vita deviando, ad un bivio, un destino scontato.
Dolci parole danno forza, vita primordiale in anime erranti.
Mani si stringono legate nell’immensità, sogni prendono vita.
Parole disperse nel vento come farfalle, arrivano al cuore di chi vuole ascoltare.
Solo parole tra di loro, nulla di più.
Nuovo gioco su Racconti Magnetici ....
frasi dalle quali si deve prendere spunto e si devono realizzare racconti superbonsai solo 62 parole
Io ci provo...
"La parola, così come la vita/disfa e ritesse la sua stanca storia " Jorge Luis Borges
Le sue poesie

Piccole perle dai riflessi tenui sono le sue parole sparse su fogli bianchi.
Le leggo con gli occhi del cuore e l’essere mio vola vedendo la sua anima luminosa.
In silenzio mi insinuo nel suo cuore assaporo il suo amore. Mi approprio delle sue
magiche parole, carezze per l’anima mia.
Divento parte dell’anima sua e volo con il suo amore nel cuore.
"Tale il tessuto attraverso il quale la luce deve brillare, se brillare può" Virginia Woolf
Fili

Fili si intersecano come le vite degli uomini in una rete fitta pronta ad essere tesa
sotto i raggi
cliccare sulla foto
Il regalo del mio VERO GRANDE AMORE...MIO FIGLIO
Mi presento
Nome: Tonina Perrone
Il mio nick è Ambradorata scrivo solo ascoltando musica. Come l'ambra ha intrappolato il passato con la sua resina così io spero di intrappolare i sentimenti con i miei versi e i miei racconti ascoltando musica... La musica mi apre le porte di altre dimensioni e in mondi fantastici dove volo come faceva il gabbiano Jonathan.